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Sarà che sto per diventare mamma che ho tutta questa nostalgia? Ma quando ho sentito questo profumo uscire dal forno mi è sembrato di fare un tuffo nel passato


Treccia lievitata della mamma
(dal ricettario della mia Mamma Bruna)

Tutti noi abbiamo un dolce legato ai ricordi di infanzia, vero?

Io sono fortunata perché ne ho molti. I più sono legati a quelli che preparava mia nonna e che però non mi faceva mai vedere, perché mi cacciava dalla cucina.

Le sue crostate con la marmellata fatta in casa, la frolla impastata a mano sul tagliere di legno, rigorosamente senza pesare ed a occhio. Un pizzico di sale, qualche cucchiaio di zucchero, mezzo panetto di burro, etc ..
La sua torta al caffè con quella che ho scoperto poi fosse una crema al burro e caffè, il pane dolce fatto nella “petronilla”(rima o poi lo rifarò!). Poi la torta alla yogurt che facevo a casa dalla mia bisnonna, che andavo a trovare
spesso perché lei mi faceva pasticciare e poi mentre la torta cuoceva io giocavo a carte con la mia pro-zia. Scopa, scopa con assi, briscola, Marianna…
la torta allo yogurt fatta con i vasetti, poteva essere anche in versione “giorno e notte”. A parte dell’impasto infatti veniva aggiunto del cacao e si procedeva a fare quello che oggi chiamiamo effetto marmorizzato.
Una spolverata di Zucchero a velo e via..

Mia mamma non faceva molti dolci, non li poteva mangiare e non le piaceva molto farli. Ma e dico ma, ogni tanto mi faceva la torta di pane oppure la treccia lievitata, con uvetta. Che buona.
Un pane dolce (un pan brioche alla fine) fatto con lievito di birra con dell’uvetta al suo interno, che divideva poi in tre filoncini e intrecciava. Cotta nel forno a legna (che ancora ha!).

Se penso alla mia mamma, questo è il dolce che mi lega di più a lei. Ho deciso di provare a farlo, risalendo ad una ricetta che mi ha mandato con un’immagine su WhatsApp e che ho rivisto qua e la nelle procedure, rispetto al suo metodo originale.

In più l’ho resa un pò mia, aggiungendo al suo interno della marmellata di fichi. Meraviglia!
Ho messo un paio di foto del procedimento, sono bruttine lo so, non me ne vogliate, ma già che le avevo possono sempre essere utili no?


Impasto della treccia lievitata

Ingredienti
400 gr. Farina 00
50 gr. Zucchero
100 gr. Uova intere
50 gr. Burro mordido
Scorza di 1 limone non trattato
80 ml latte intero
25 gr. Lievito di birra fresco
1 gr. Sale fino
100 gr. uvetta sultanina
Mia aggiunta: marmellata di fichi qb

  1. Nella ciotola della planetaria versare la farina setacciata e formare una buca al centro.
  2. Aggiungervi lo zucchero e le scorze di limone ed il latte tiepido in cui si sia sciolto il lievito di birra
  3. Cominciare a mescolare lentamente con il gancio.
  4. Quando il latte ha cominciato ad essere assorbito aggiungere le uova ed il sale disciolto in esse.
  5. Amalgamare bene tutti gli ingredienti.
  6. Quando l’impasto avrà cominciato ad essere liscio ed uniforme aggiungere il burro morbido.
  7. Continuare a lavorare sino a quando il burro venga assorbito completamente dall’impasto che dovrà risultare lucido e liscio.
  8. Quando pronto l’impasto si staccherà dalla pareti da solo.
  9. A impasto pronto, aggiungere l’uvetta sultanina e lasciar riposare fino al raddoppio del volume. Io l’ho messo in forno con luce accesa a circa 28°C
  10. Dividere l’impasto in tre parti uguali.
  11. Creare tre strisce della stessa lunghezza e spalmarci un leggero strato di marmellata di fichi.
  12. Chiudere i rotolini, piegando a metà le strisce e sigillando pizzicando la pasta sulla giuntura.
  13. Formare una treccia
  14. Posizionare la treccia in una tortiera imburrata e infarinata e lasciar lievitare ancora per mezz’ora circa.
  15. Spennellare con latte e cospargere di codette di granella di zucchero
  16. Cuocere a 170°C per circa 20-30 minuti ( io ne ho impiegati 25)
  17. Quando cotto lucidare con un goccio di acqua e zucchero.

La quantità di uvetta è personale, a mio avviso ce ne sarebbe andata di più, ma avevo paura che essendoci la marmelllata di fichi al suo interno, potesse diventare un pò troppo ricca.

 

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